Amanda e il cioccolato, di Bernard Friot

Amanda e il cioccolato, di Bernard Friot

Lettura di uno dei più originali e amati scrittori per ragazzi consigliata ai bambini delle prime classi elementari. Presenta un momento molto particolare della vita di ogni bambino, quello del distacco dai genitori, dell’affermazione della propria personalità che deve per forza passare attraverso la differenziazione in qualche aspetto.

Amanda, la protagonista di questa storia – anzi, di queste storie – sceglie di affermare la propria indipendenza, rifiutando il cioccolato. Considerando che suo padre, Giampiero Fava, è mastro cioccolataio, è evidente che la scelta non è un capriccio ma precisa espressione di autonomia. Il padre che, rimasto vedovo, ha da sempre concentrato la propria vita sulla figlia e sul lavoro, si sente affranto e cerca di convincerla offrendole dei cioccolatini dall’aspetto irresistibile, ma Amanda è ferma nella sua posizione “…e chiude la porta in faccia a suo padre sbalordito e disperato”.
Questa frase conclude il primo capitolo e poi, come in una storia a bivii, apre i tre capitoli successivi, ciascuno con un seguito diverso, dipendente dal comportamento dei due protagonisti.

1) Nel primo, la bambina, dopo aver saccheggiato di nascosto la dispensa del padre, si incontra con il suo miglior amico Paolo, figlio di un salumiere e si scambiano le vivande: lei non ha voglia che di salumi e lui è goloso di dolci. Così concepiscono un progetto originale che coinvolge anche altri amici…
2) Nel secondo racconto, un giovane svizzero con gli occhi azzurri azzurri, Tobias Zander, chiede di essere assunto dal mastro cioccolataio come apprendista. Mostrando impegno, passione e talento, il giovane si guadagna la stima di Giampiero e la simpatia di Amanda. Simpatia che, al suo dicottesimo compleanno,….
3) Nel terzo racconto è Giampiero che provoca gli eventi, rifiutandosi per ripicca di cucinare qualsiasi cosa per la figlia. Amanda, così deve imparare ad arrangiarsi, pagando con il lavoro il prezzo della propria crescita e indipendenza. A poco a poco…

Il racconto di Friot non è formativo solo per i bambini che devono sentirsi liberi di affermarsi senza il senso di colpa del cambiamento, ma anche per i genitori che devono imparare ad accettare quel cambiamento come un’importante tappa di crescita dei figli.

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